Disturbi mentali: maladaptive daydreaming e correlazioni

Maladaptive Daydreaming: c’è una correlazione con il disturbo ossessivo compulsivo, il disturbo dissociativo, deficit dell’attenzione, l’ansia e la depressione? Che differenza c’è con la schizofrenia?  

In questa pagina rispondiamo alle domande sui disturbi mentali che  vengono spesso presi in causa quando si parla di maladaptive daydreaming.

Ci sono tante dimensioni che si avvicinano al Maladaptive Daydreaming, ma ciò che dobbiamo fare è cercare sempre di distinguerle bene, anche per evitare qualunque tipo di malinteso. La ricerca sul disturbo da fantasia compulsiva è ancora in corso d’opera e per ora possiamo solo cercare di capire meglio quali possono essere alcuni elementi che ci permettono di capire i suoi meccanismi comuni ad alcune patologie già conosciute e quali sono, invece, le differenze che la rendono un disturbo a sé stante, che ha bisogno di una diagnosi differenziale.

Disturbi mentali: il maladaptive daydreaming e correlazioni

Maladaptive daydreaming e depressione

Il maladaptive daydreaming è considerabile una forma di dissociazione, questo perché una delle caratteristiche più evidenti della dissociazione è essere assorbito totalmente a tal punto da perdere contatto con la realtà. Le fantasie di un dayderamer non sono semplici ‘’flash’’ o pensieri immaginativi, ma si tratta di veri episodi, storie o interi film che vengono vissute come realtà in quel momento, anche se si è consapevoli generalmente che quella non sia realtà. La dissociazione dalla realtà, però, parte spesso da un movimento ripetitivo, che aiuta il distacco dalla realtà. La dissociazione in qualche modo potrebbe essere associata all’ipnosi, quindi potremmo quasi considerare che il daydreamers con movimenti ripetitivi si ‘’auto ipnotizza’’ riuscendo a dissociarsi dalla realtà. Ovviamente queste affermazioni devono essere considerate su una maggioranza, perché ci sono anche dreamers che non hanno bisogno di un movimento ripetitivo per poter entrare nelle fantasie. Il sogno può infatti essere una sorta di auto-difesa della mente, che cerca sollievo dal malessere psichico e dalla depressione creando una realtà immaginaria meno dolorosa.

Maladaptive daydreaming e dissociazione

Il maladaptive daydreaming è considerabile una forma di dissociazione, questo perché una delle caratteristiche più evidenti della dissociazione è essere assorbito totalmente a tal punto da perdere contatto con la realtà. Le fantasie di un dayderamer non sono semplici ‘’flash’’ o pensieri immaginativi, ma si tratta di veri episodi, storie o interi film che vengono vissute come realtà in quel momento, anche se si è consapevoli generalmente che quella non sia realtà. La dissociazione dalla realtà, però, parte spesso da un movimento ripetitivo, che aiuta il distacco dalla realtà. La dissociazione in qualche modo potrebbe essere associata all’ipnosi, quindi potremmo quasi considerare che il daydreamers con movimenti ripetitivi si ‘’auto ipnotizza’’ riuscendo a dissociarsi dalla realtà. Ovviamente queste affermazioni devono essere considerate su una maggioranza, perché ci sono anche dreamers che non hanno bisogno di un movimento ripetitivo per poter entrare nelle fantasie. Il sogno può infatti essere una sorta di auto-difesa della mente, che cerca sollievo dal malessere psichico e dalla depressione creando una realtà immaginaria meno dolorosa.

Maladaptive daydreaming e schizofrenia

Non bisogna confondere il disturbo da fantasia compulsiva con la schizofrenia. Infatti, il sognatore compulsivo è sempre chiaramente consapevole della finzione delle sue fantasie, anche quando è profondamente coinvolto a livello emotivo nella storia immaginaria e con i suoi personaggi.

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Maladaptive daydreaming e Disturbo Ossessivo Compulsivo

Sembrano esserci diversi punti in comune tra MDD e DOC, potremmo partire dal fatto che molti sentono di averne poco controllo e anche che si tratti di una serie di pensieri intrusivi, che in qualche modo interferiscono con il flusso di pensieri del soggetto, anche se non è così per tutti, perché alcuni la vivono in modo più controllato. Si tratta di fondo, comunque, di un pensiero intrusivo, ma con anche un versante comportamentale. La dott.ssa Nirit Soffer-Dudek a proposito di questo definisce l’MMD come una ‘’compulsione comportamentale – mentale’’. Gli studi – ancora in corso – ci portano comunque su una direzione di stretto collegamento tra MDD e DOC, sia se parliamo di compulsioni – il pensiero intrusivo – e sia per quanto riguarda le ossessioni, per meglio intenderci i fattori legati alle abitudini a rimuginare e l’incapacità di fermare lo stimolo nel momento in cui si appropria del pensiero.

Maladaptive daydreaming e Disturbo da Deficit dell’attenzione/iperattività.

Lo studio condotto dalla dott.ssa Nirit Soffer-Dudek  e dal dott. Somer ha evidenziato una correlazione significativa tra MD e ADHD. Ciò che è risultato dallo studio è che, nonostante una grande percentuale di daydreamers presenta alcune difficoltà di concentrazione come effetto diretto del daydreaming, dall’altro lato, a chi è stato diagnosticato ADHD non sempre è un daydreamer compulsivo, anzi al contrario solo una bassa percentuale lo è. In conclusione, chi soffre di maladaptive daydreaming, si può avere difficoltà attentive, ma sono esse stesse causate dal desiderio di fantasticare compulsivamente, il che ci fa capire che stiamo parlando di disturbi differenti. In conclusione, spesso è difficile fare una diagnosi differenziale tra MD e ADHD, anche perché si tratta di un disturbo ancora non abbastanza conosciuto, infatti può capitare che venga diagnosticato erroneamente ADHD a soggetti che invece soffrono di MD.

Maladaptive Daydreaming e Introversione

Precisiamo subito che l’introversione NON E’ un disturbo mentale ma un tratto caratteriale, ma per completezza trattiamo qui anche questo argomento.

Le persone che soffrono di disturbo da fantasia compulsiva sono generalmente introverse. Tuttavia è importante distinguere chiaramente le due cose. Mentre il maladaptive daydreaming è un disturbo, l’introversione è semplicemente un tratto caratteriale.

In termini molto sintetici, l’introversione si manifesta in una predilezione per il mondo interiore, in contrapposizione all’estroversione, che predilige invece il mondo esteriore. Questa distinzione è stata teorizzata per la prima volta da Karl Jung.

Gli introversi rappresentano una parte minoritaria della popolazione, esattamente come lo possono essere le persone con i capelli rossi. Di per sè l’introversione non sarebbe un problema, ma su di essa si è venuto a creare un pregiudizio negativo dovuto particolarmente all’esaltazione della società di oggi dei tratti caratteriali più tipicamente estroversi (socievolezza, comunicatività, competizione, aggressività, eccetera).

Questo pregiudizio negativo, accompagnato da una conseguente richiesta all’introverso di “estrovertirsi”, di diventare più comunicativo, di “normalizzarsi”, ha portato molti introversi a soffrire di diversi complessi psicologici, come la depressione e di conseguenza, il disturbo da fantasia compulsiva.

Esiste una Lega per la Tutela dei Diritti degli Introversi, fondata dal Dottor Luigi Anepeta, psichiatra, proprio per far fronte a questa problematica. Al link che trovate di seguito, potete trovare il sito della Lega Introversi, nel quale potrete approfondire l’argomento. www.legaintroversi.it