Cosa aiuta?

Cosa aiuta? Cosa fare se si ha il maladaptive daydreaming?
I consigli degli esperti e di chi ha sofferto di maladaptive daydreaming.

 

 

Cosa aiuta? Cosa fare se si fantastica troppo?

5 passi per guarire dal maladaptive daydreaming

Quando i sogni ad occhi aperti diventano una vera dipendenza, può essere davvero difficile uscirne. Ogni persona è diversa e non c’è un’unica soluzione per tutti. 

Tuttavia, dall’esperienza dei molti fantasticatori compulsivi delle nostre community e dai primi risultati delle ricerche, possiamo elencare 5 passi per stare meglio.

1 – Maladaptive daydreaming, cosa aiuta:
      Iniziare ad affrontare il problema

maladaptive daydreaming cosa aiuta

Migliorare la vita

Il maladaptive daydreaming è una dipendenza. 

Come ogni dipendenza può nascere da molti fattori, l’insoddisfazione, o problemi mentali quali l’ansia e la depressione.

Ecco perchè non serve tanto accanirsi contro le fantasie stesse, ma piuttosto cercare di renderle inutili, migliorando la propria vita reale in ogni modo possibile.

E’ fondamentale cercare di costruire una rete di relazioni, anche piccola. Si può partire da internet per cercare persone con cui parlare.

Non sono da sottovalutare le emozioni. Cercare emozioni intense nella vita reale, fare cose che non si osavano fare, rende la vita degna di essere vissuta. Sono molti i limiti che ci autoimponiamo per cultura o educazione. Cambiare abitudini e superare i propri limiti (ovviamente nel rispetto degli altri e della legalità), può risvegliare il desiderio di vivere la vita reale.

Confrontarsi con altri fantasticatori compulsivi (MDers)

Grazie a internet, oggi è più facile mettersi in contatto con altre persone con lo stesso disturbo, anche mantenendo la privacy.

E’ una fortuna di cui vale la pena approfittare. Il confronto con le problematiche, le riflessioni e le soluzioni degli altri sognatori compulsivi aiuta prima di tutto ad avere una visione più lucida e obiettiva del disturbo.

La nostra associazione fornisce uno spazio protetto per confrontarsi all’interno dell’area riservata del sito e organizza incontri di gruppo online.
Si può restare completamente anonimi

Abbiamo anche una community Facebook di Maladaptive daydreaming Italia e siamo connessi con la community internazionale Wildmind.ning.com.

2 – Maladaptive daydreaming, cosa aiuta:
       Focalizzarsi su se stessi

Mindfulness

La pratica della mindfulness si sta rivelando, da parte degli esperti, sempre di più un metodo efficace per riprendere il controllo della propria mente e dei propri sogni.

Alcuni sognatori compulsivi trovano d’aiuto praticare altre forme di meditazione o svolgere altre pratiche che aiutano a liberare la mente, come lo yoga o il mindfulness.

 

Meditazione e natura

Anche fare movimento o camminare nella natura aiuta a ristabilire un contatto con il proprio corpo e quindi con la realtà. E’ risaputo che stare nel verde ha molti effetti benefici sulla psiche.

La crescita personale

Intraprendere un percorso di crescita personale è una buona strategia. 
Scopri la lista dei libri consigliati.

3 – Maladaptive daydreaming, cosa aiuta:
Mettere in atto delle strategie

Evitare gli inneschi

Gli inneschi (in inglese: triggers) sono quegli elementi che tendono ad innescare o ad incoraggiare il sogno ad occhi aperti e sono diversi da un individuo all’altro. Molti sognatori affermano che la musica è un innesco molto potente. Per altri lo sono altri media, come film o videogiochi, tv, libri o internet.
Altri inneschi possono essere movimenti ripetitivi, come camminare su e giù, o specifiche abitudini, come trascorrere molto tempo a letto.

Se sapete esattamente quali sono i vostri inneschi più “pericolosi”, potete decidere agire di conseguenza, limitando la vostra esposizione ad essi.

Alcuni sognatori compulsivi decidono di eliminare del tutto questi elementi dalla propria vita.

E’ meglio evitare di “pianificare la fantasia”, come cercare su internet cose che servono solo nel mondo immaginario, ad esempio un abito da indossare ad una festa.

4 – Maladaptive daydreaming, cosa aiuta:
       Parlare con un professionista

Psicoterapia

Andare in terapia può essere un valido aiuto. In questo momento molti psicoterapeuti ancora non conoscono il disturbo da fantasia compulsiva, ma può aiutarvi ad affrontare le cause in cui affonda le radici il vostro disturbo, come l’ansia e la depressione.

Lo psicoterapeuta inoltre può ascoltarvi in modo imparziale e professionale e può essere un sollievo aprirsi e parlare apertamente con qualcuno. Sarete poi voi a scegliere se parlare anche del disturbo da fantasia compulsiva oppure no. Se scegliete di farlo, potete dare al vostro psicoterapeuta l’indirizzo di questo sito e spiegargli/le che vi siete riconosciuti in molti dei sintomi elencati alla pagina dedicata.

Guarda il video: psicoterapia e  maladaptive daydreaming

Counselling

Il counselling non è psicoterapia e non sostituisce gli approcci di tipo medico. 

Puoi intraprenderlo in modo indipendente dal tuo percorso psicoterapico, o in parallelo ad esso, con l’obiettivo di affrontare con più sicurezza le difficoltà della vita. 

Cosa fa il counselling per un maladaptive daydreamer?

Il counselling lavora nel tuo presente, nel “qui ed ora”, valorizzando le tue risorse, sviluppando degli strumenti e strategie per favorire la padronanza del tuo tempo. L’associazione dispone di un servizio di counselling per i propri soci. 

5 – Maladaptive daydreaming, cosa aiuta:
       Prendere in mano la propria vita

Restare attivi. Pianificare. Non procrastinare.

Ricordatevi che avete una vita reale. Concentratevi nel rimanere attivi nella vita vera, svolgendo i compiti che vi spettano, coltivando una vita sociale, senza cedere alla tentazione di procrastinare.
Avere una lista di cose da fare e persone da vedere vi aiuterà a rimanere agganciati alla vita vera e evitare di andare alla deriva nei sogni.

Nell’area riservata “Risorse” puoi leggere alcuni consigli su come pianificare correttamente le tue giornate.

Socializzazione, volontariato, interessi

E’ molto difficile perdersi nei sogni se si è circondati da altre persone. Una vita sociale soddisfacente può essere un valido aiuto al disturbo da fantasia compulsiva. Essere parte attiva di una comunità, fare volontariato o partecipare a gruppi e incontri di cui condividete i valori (ambientalismo, arte, politica…) vi aiuterebbe non solo ad allacciare relazioni, ma anche a sentirvi utili e gratificati.

Cercate di uscire, farvi degli amici o iscrivervi ad una attività che vi incoraggi ad uscire di casa almeno una volta alla settimana. Quando avete un impegno, non cedete alla tentazione di chiamare per dire che “non avete tempo”, quando sapete benissimo che resterete a casa a sognare.

Vi accorgerete subito che in quest’ambito c’è una contraddizione di fondo: i sognatori compulsivi tendono, per indole, ad evitare il contatto con gli altri. Essendo solitamente introversi, trovano la socializzazione impegnativa e difficile. Spesso il disturbo nasce proprio da una mancanza di relazioni sociali. La questione non è affatto semplice e non va affrontata in modo semplicistico. Ho dedicato pertanto un approfondimento a questa pagina: la socializzazione.